domenica 24 luglio 2011

ripartire a 50 anni





carissimi,
vi allego l'articolo di Sabina Minardi uscito su L'Espresso del 22 luglio, dal titolo Ripartire a 50 anni e che contiene una mia intervista.
Mi fa un grande piacere che il tema superi i confini nazionali e trovi riscontro un po' ovunque.
E' proprio vero, riappropriarsi del tempo è un vantaggio irreversibile!
Come rimettere in ordine le priorità: prima la vita, poi il lavoro
buona lettura
Paola

venerdì 17 giugno 2011

piacere Paola, il Patch Adams dei disoccupati

Parlare di tumori è come parlare di licenziamento, o disoccupazione: ci si vergogna, si trovano sinonimi, raramente si affronta il tema apertamente in una conversazione. Ci si isola, si pensa che tutto sia perduto, ci prende il panico, lo sconforto, non si sa come affrontare la propria famiglia, gli amici. Lo devo dire oppure no? Mi commisereranno, farò pena, sembrerò un fallito?


L'altro giorno ero all'Istituto dei tumori con mia madre, lo frequentiamo ormai da un paio d'anni con una certa costanza, e ho letto che Patch Adams, quello vero, aveva tenuto da poco una conferenza per pazienti, medici ed esterni nell'aula magna dell'Istituto.


Ebbene, ho pensato, in entrambe le situazioni la vera soluzione è prendere in mano la propria vita e non arrendersi , valutare con raziocinio il percorso da intraprendere, credere in se stessi e lottare, cercare il bicchiere mezzo pieno e caricarsi di energia positiva. Parlo per esperienza: dalla malattia, e dalla disoccupazione, si può uscire, e chi arriva prima al traguardo è chi non solo il bicchiere mezzo pieno non lo ha mai perso (o quasi) di vista, ma chi ha saputo incoraggiare chi gli stava vicino, chi ha saputo reagire e cercare anche nello sconforto qualche elemento di positività, chi ha saputo trasformare il dramma in opportunità.


Mi commuove come mia madre cerchi di incoraggiare tutte le diverse persone che, tra chemio e operazioni, trova in reparto, e come trovi l'energia per godere intensamente di ogni istante della sua vita. Io voglio fare lo stesso, perchè la disoccupazione è solo un periodo transitorio tra diverse fasi della nostra vita, e non possiamo permetterci di farci umiliare, di perdere autostima, di lasciarci svuotati e inerti a commiserarci e chiederci perchè è successo, senza trovarne ragione.


Dobbiamo parlarne, confrontarci, raccontarci le nostre storie senza reticenze, chiamare le cose con il loro vero nome e combatterle, attivamente.


Ricominciamo da noi!


Paola

riapriamo il dibattito sulla disoccupazione


carissimi,
vi allego l'invito alla presentazione che terrò a Milano alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires martedì 21 giugno alle 18.30.
Conto di lasciare ampio spazio al dibattito perchè sui giornali e in tv non si parla più di crisi economica, e neppure di disoccupati, mentre ogni mese puntualmente le aziende continuano a lasciarci a casa. E allora quel periodo transitorio che va dalla perdita del lavoro al reinserimento diventa più drammatico perchè esula da un contesto noto e non trova giustificazione.
Obiettivo del libro e del blog è PARLARNE!!!
Venite numerosi, creiamo la coda che arrivi in strada, usciamo allo scoperto, facciamo sentire la nostra voce!
Ci siamo assuefatti alle tragedie in mare, diceva Magris, ma ci siamo assuefatti anche a un mercato del lavoro che non ci rende flessibili ma precari, che sta superando la crisi economica senza portare con sè i propri lavoratori, che ci sta rendendo più poveri e che per certo renderà più poveri i nostri figli.

a martedì
Paola

giovedì 16 giugno 2011

Per ripartire facciamo network








Se ci si isola, dicevamo, tutto diventa più difficile.


Vi allego l'articolo di Cristina Lacava uscito lo scorso 4 giugno su Io Donna, settimanale del Corriere della Sera.

E' tramite il network che si raggiungono tutti quei posti di lavoro invisibili, che non escono sugli annunci e non cercano gli head hunter, ma reali. Non si tratta di raccomandazioni, ma di contatti, e quello che vale è la nostra reputazione, costruita nel tempo. Vale quello che siamo, che sappiamo fare o che vorremmo assolutamente e con entusiasmo poter fare, in futuro.

Cos'è il network? qualsiasi persona che viene a conoscenza della nostra storia, che ci apprezza o ha avuto modo di apprezzarci in passato, e che nel tempo, col passaparola, può crearci l'aggancio giusto.

Ma attenzione: i riscontri non sono immediati, bisogna avere un po' di pazienza e continuare a seminare, la ricerca di occupazione è un lavoro vero e proprio, e va fatto con metodo.

Infine la cosa più importante: lo scambio è reciproco, e va fatto col cuore

E ricordiamoci sempre, ripetiamolo molte volte a noi stessi, prima che agli altri: siamo risorse, non disoccupati!


Paola







lunedì 13 giugno 2011

i nostri sogni


Disseppellire i sogni nel cassetto, questa è la grande opportunità che la disoccupazione temporanea ci può dare.

Facciamo in modo che la fase dolorosa, quella in cui siamo disperati, adirati, increduli, spaventati, preoccupati, duri il minor tempo possibile. E' inevitabile, ma possiamo limitarla nel tempo, se ci facciamo aiutare. Da chi? Famiglia, amici, associazioni, coach, chi ha vissuto lo stesso dramma e lo ha superato.

E adesso pensate: possiamo di nuovo scegliere come ripartire! Sicuramente come prima cosa ci verrà in mente lo stesso ruolo, nello stesso tipo di organizzazione e con lo stesso stipendio di quello che abbiamo perso. Vi consiglio di ampliare gli orizzonti.

Quando avrete lo spirito giusto per affrontare il cambiamento, rimarrete sopraffatti dall'idea che potete decidere di intraprendere qualsiasi attività, a patto che vi piaccia ed interessi, meglio se vi entusiasma.La ricetta è semplice: noi facciamo sempre meglio le cose che ci piacciono!

Guardate me: ai tempi dell'università il mio sogno era l'editoria, ed ora il mio libro l'ho visto impilato nel mitico Salone del Libro di Torino!


vedere foto per credere...


Paola












domenica 12 giugno 2011

recensione di Pietro Scardillo su Italia Oggi



Carissimi,



vi allego una recensione del mio libro in modo che vi facciate un'idea dei temi trattati, per poter interagire meglio su questo blog.


Quando ci stanno licenziando, mettendo in mobilità o in cassa integrazione, quando ci stanno facendo mobbing per obbligarci a mollare, e non capiamo perchè, e ci chiediamo dove abbiamo sbagliato, il nostro mondo crolla, ci vergogniamo, pensiamo di non valere più nulla, e tendiamo a isolarci.

Dobbiamo parlarne invece, perchè non sta capitando solo a noi, e la condivisione di questa drammatica esperienza ci può aiutare sia da un punto di visto psicologico che molto pratico.

Ve lo assicuro, ci sono passata, e ho sentito così tante storie che alla fine si assomigliano un po' tutte, ci sono delle fasi e dei problemi ricorrenti, e dialogare con chi è più avanti nel percorso, e ha trovato alcune soluzioni, fa davvero la differenza.


Paola



Ricomincia da te

Carissimi, il mio libro "Ricomincia da te. Come trasformare la perdita del lavoro in un'occasione vincente" è ora in libreria o disponibile come e-book.
Ho ricevuto così tante testimonianze in queste settimane che ho deciso di aprire un blog, per poter mettere la mia esperienza a disposizione di tutti.
Da mesi ormai si parla raramente di disoccupazione, e quando i media affrontano il tema si limitano a percentuali. Ma dietro a quei numeri ci sono persone, tantissime, e chi sta loro accanto e condivide il dramma e le preoccupazioni, spesso senza saper cosa fare.
E allora parliamone, sdoganiamo il termine licenziamento, parliamo di come le aziende ci lasciano a casa, dicendoci che non serviamo più, che costiamo troppo e la nostra esperienza non è più un valore, che se aspettiamo un figlio è meglio che restiamo a casa a curarlo, che a 50 anni siamo un peso e non una risorsa.
Ho fatto per molti anni il capo del personale in una grande multinazionale, sono stata lasciata a casa perchè non servivo più, seguo da molti mesi persone che hanno perso il lavoro e che vogliono rimettersi in gioco.E' di questo che ora voglio occuparmi.
Ho deciso di dedicare il mio periodo di preavviso a me stessa, per essere pronta a ricominciare. La cosa ha funzionato così bene che ho pensato di scriverlo, e di raccontarlo.
Seguitemi, ho trovato la ricetta che può migliorare la nostra vita, partendo dal fondo in cui ci hanno catapultato.
Il dramma può diventare un'opportunità, e se il nostro cammino si è temporaneamente bloccato, domani ripartirà verso un'altra direzione, e saremo noi alla guida.
Paola